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Redazione

Maria Grazia Patania: Sono nata ad Augusta, in Sicilia, nel 1985. Sono cresciuta fra rosari e comizi in cui parole come operaio, giustizia, sindacato, diritti e uguaglianza assumevano i contorni di promesse sull’orlo della realizzazione. A 18 anni decisi che il mio modo per aiutare il cammino verso un domani migliore sarebbe stato la diplomazia. Decisi quindi di studiare per diventare interprete e traduttrice, consapevole dell´importanza della comunicazione. Delle parole. Dal 2013 mi sono trasferita a Bonn per lavoro. Amo l´Olanda, di cui vorrei imparare la lingua. Ma per ora mi concentro sullo spagnolo. Le lingue all´attivo sono: inglese, francese e tedesco.

Claudia La Ferla: nasco ad Augusta e terminato il liceo mi trasferisco a Roma per continuare gli studi. Mi laureo al DAMS di Roma in Sceneggiatura cinematografica e televisiva, conseguo la specialistica in Teoria del Cinema della Televisione e Produzione Multimediale e subito dopo un Master in Scrittura e sceneggiatura cinematografica e televisiva. Ho scritto programmi e web series per una web TV, recensioni per diversi blog, siti cinematografici e quotidiani e lavorato come coordinatrice di produzione. Lavoro come story editor per soggetti e sceneggiature e collaboro con due case di produzione a Roma come coordinatrice di produzione.

Cristina Monasteri:  sono nata a Bari e vivo a Torino dal 1998.
Al liceo ho studiato l’inglese, il francese e lo spagnolo e, all’Università, mi sono laureata in Scienze della Comunicazione. Ho imparato molte cose interessanti sulla comunicazione (dal punto di vista sociologico, psicologico, linguistico, semiotico), che non hanno trovato alcuna corrispondenza nelle offerte di lavoro per cui sembra che, studiare argomenti diversi dall’ingegneria, sia tempo sprecato. Dunque faccio il consulente informatico.
Scrivere è l’attività che più mi appassiona e che mi auguro di imparare a fare meglio.
Il Collettivo Antigone esprime, per me, quello che disse Cassady a proposito dell’arte: è buona quando muove dalla necessità.

Francesca Colantuoni: sono nata a Napoli nel 1978. Diplomata in traduzione ed interpretariato (inglese e spagnolo), ho conseguito la triennale in Mediazione Linguistica e la laurea magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale. Alla fine del 2011, dopo oltre 14 anni in GB, sono tornata in Italia. A Londra sono entrata nel mondo del business ricoprendo il ruolo di Network Development Manager in una multinazionale finanziaria, lì ho conosciuto il potere dei soldi. Attualmente lavoro a Roma come interprete/traduttore e insegnante di lingua inglese. Sono qui per contribuire a creare un ambiente aperto ad un dibattito chiaro ed onesto su tematiche importanti spesso strumentalizzate a s/favore di un partito o di un altro.

Collaboratori/Collaboratrici

Antonella Taravella: nasce a Verona nel marzo del 1977, dove risiede tutt’ora.
Dopo una gavetta splinderiana fra multiblog e siti, nel 2012 crea Words Social Forum-Centro Sociale Dell’Arte, neonato sito di natura artistica che tocca varie tipologie d’arte.
In seguito, nel marzo del 2013 fonda il Collettivo WSF, costola attiva sul “campo” del sito Words Social Forum, cioè creazione eventi e partecipazione a festival e altro con la commistione di tutte le arti (o almeno ci prova).
Nel 2013 da disoccupata cura con Enza Armiento e Sebastiano Adernò l’antologia No Job: Visioni Del Paese Irreale, che ha come scopo quello di raccogliere fondi per borse lavoro da dare a chi è stato risucchiato dalla grave crisi in cui versa il paese.
Molto attiva nel panorama poetico – culturale italiano.

Alessandra Lucca: Nasco il 5 febbraio del 1978, cresco in Sicilia e mi sposto per l’Europa dove strutturo un percorso formativo aperto e multidisciplinare in cui la ricerca creativa orienta metodologie e progettualità, dall’architettura alla grafica e alla comunicazione visiva in generale. Arrivo alla fotografia da autodidatta con curiosità e passione, iniziando a guardare il mondo attraverso la pupilla, per catturare il volto della gente e dei bambini, i loro occhi, per arrivare a scattare la foto del manifesto Onu 2014 della campagna di sensibilizzazione “Sono bambina, non una sposa”. Un impegno, quest’ultimo, che mi ha resa consapevole del fatto che è necessario impiegare le proprie risorse personali e professionali per la collettività umana.

Simona D’Alessi: da bambina volevo guarire i ciliegi e quindi sono diventata un medico. Gli studi umanistici liceali hanno sempre avuto un peso preponderante nella mia vita insieme agli ideali di uguaglianza, giustizia ed onestà. Vivo in Sicilia, mi prendo cura delle persone e provo ad esprimere i miei pensieri scrivendo.

Doumbia: vengo dal Mali e ho 19 anni. Sono arrivato l’1 Maggio 2014 nel porto di Augusta dopo un viaggio della speranza da cui ormai ero sicuro di non uscire vivo. Parlando il francese invece dell’inglese, ho avuto molte difficoltà all’inizio. Tuttavia, sono stato fortunato a trovare una famiglia che mi ha preso con sé facendomi da tutore. Ho finito la terza media e amo giocare a calcio, benché continui a studiare comunque. Una delle scoperte recenti è proprio l’amore per la scrittura e per la lettura.

Yacob Fouiny: vengo dal Costa d’Avorio e ho 18 anni. Nel Giugno 2014 sono arrivato sano e salvo al porto di Augusta per poi essere trasferito al centro denominato “scuole verdi”. Parlando francese, ambientarmi è stato complicato, ma alla fine la mia vita è cambiata in meglio quando una donna mi ha accolto nella sua vita. Vado a scuola, parlo benissimo italiano, amo scrivere e sogno un mondo in cui la parola guerra sia solo un brutto ricordo.

Rami: ho 31 anni, vengo dalla Laodicea in Siria e sono entrato in Germania dopo la decisione di aprire le frontiere sull’onda emotiva della morte del piccolo Aylan nel settembre 2015. Ho studiato Economia Bancaria e lavoravo alla mia tesi di master quando la brutalità della guerra mi ha travolto. Dopo l’arrivo nel Sud della Germania, sono stato trasferito a Bonn dove mi sto ricostruendo una vita: studio tedesco, partecipo a moltissime attività culturali e ho contribuito a fondare il BookClub nella Stadtbibliothek della città. Mi manca moltissimo il mare.

Rodrigo Galvàn Alcala: sono nato a Buenos Aires e vivo a Torino dal 2004. Nel 2001, quando mi sono laureato in giurisprudenza, lavoravo già per un grande studio di avvocati: un lavoro del quale, all’epoca, andavo fiero. Non ci ho messo molto a capire che quella non era la vita che volevo. Ho deciso di abbandonare tutto e, con i miei risparmi, ho deciso di girare l’Europa della quale mi sono  subito innamorato: ho sentito di dover restare da queste parti anche se non sapevo ancora cosa avrei fatto esattamente. Quindi ho lavorato in diversi campi: ristorazione, giornalismo, assistenza clienti, organizzazione di eventi. Oggi ho un motivo in più e il più importante per cui restare: la mia famiglia. La mia compagna e la mia bellissima bambina. A lei dedico il mio impegno per tentare, anche grazie al mio contributo, di rendere questo mondo un posto migliore.

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