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Buonismo: spreg. Atteggiamento di benevola apertura e comprensione per tutte le posizioni, accusato di non andare al di là di generici appelli moralistici, capaci solo di produrre compromessi confusi e di basso livello || estens. Eccesso di buoni sentimenti, suggestivo ma inconcludente

C’è una linea sottile tra piacere e dolore, speranza e disillusione e tra umanità e buonismo. A volte questa linea scompare e si perde sotto i nostri stessi occhi, come l’orizzonte al tramonto.
Eppure sin da piccoli le differenze sono ben chiare, l’esperienza e la fiducia in chi ci educa ci fanno capire. “Attento con il coltello, se ti tagli ti fai male”, “studia perché la vita non regala nulla” e “vai a dare la monetina al signore che è meno fortunato di noi”, ad esempio.
Di umanità, infatti, si parla poco, quella la insegniamo vivendo e dando il buon esempio. Solo dopo, da grandi, quell’umanità tanto preziosa, senza un perché, diventa buonismo.
All’improvviso tutto l’amore che ci hanno insegnato a condividere, il rispetto per la vita e per il prossimo sono da meritare, non si possono più offrire agli altri senza ottenere nulla in cambio. Ed è allora che quella linea sottile si ispessisce delimitando e centellinando il nostro istinto di aiutare il prossimo. Ma perché? Quando la libertà del prossimo inizia ad apparirci come un limite alla nostra? Perché dimentichiamo con quanta empatia e amore davamo quella monetina al signore che sopravvive nei nostri ricordi? Cerco di darmi una risposta tutti i giorni ma non la trovo.

La legalità, dicono, è questione di legalità! Venissero con i documenti! È facile fare i buonisti!

Allora mi chiedo se essere buonisti voglia semplicemente dire conoscere i fatti e le realtà che circondano le migrazioni, sapere che l’Africa è un continente meraviglioso schiavo del colonialismo e vittima di un occidente spietato che da secoli distrugge sentimenti quali la fratellanza e la solidarietà in nome dell’oro, del petrolio e del gas (perché l’instabilità favorisce i guadagni ed il controllo), sapere che è praticamente impossibile avere il visto per l’Europa a meno che non si scenda a compromessi e si posseggano tanti soldi. Perché l’Africa è bella ma anche corrotta. Forse è buonista chi sa che è meglio non fidarsi di quello che si legge e andare a vedere con i propri occhi, a conoscere, a chiedere ai diretti interessati. Perché la migrazione è vita e non si può trattarla come un crimine. Allora bisogna agire affinché quella linea doppia che in realtà esiste tra umanità e pregiudizio (e non tra umanità e buonismo) lasci campo libero all’empatia e alla solidarietà, scomparendo come l’orizzonte al tramonto.

Di Francesca Colantuoni
Agosto 2018