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I dittatori

È rimasto un odore tra i canneti:
un misto di sangue e carne, un penetrante
petalo nauseabondo.
Tra le palme da cocco le tombe sono piene
di ossa demolite, di ammutoliti rantoli.
Il delicato satrapo conversa
tra coppe, colletti e cordoni d’oro.
Il piccolo palazzo luccica come un orologio
e le felpate e rapide risate
attraversano a volte i corridoi
e si riuniscono alle voci morte
e alle bocche azzurre sotterrate di fresco.
Il dolore è celato, simile ad una pianta
il cui seme cade senza tregua sul suolo
e fa crescere al buio le grandi foglie cieche.
L’odio si è formato squama su squama,
colpo su colpo, nell’acqua terribile della palude,
con un muso pieno di melma e silenzio.

Los dictadores

Ha quedado un olor entre los cañaverales;
una mezcla de sangre y cuerpo, un penetrante
pétalo nauseabundo.
Entre los cocoteros las tumbas están llenas
de huesos demolidos, de estertores callados.
El delicado sátrapa conversa
con copas, cuellos y cordones de oro.
El pequeño palacio brilla como un reloj
y las rápidas risas enguantadas
atraviesan a veces los pasillos
y se reúnen a las voces muertas
y a las bocas azules frescamente enterradas.
El llanto está escondido como una planta
cuya semilla cae sin cesar sobre el suelo
y hace crecer sin luz sus grandes hojas ciegas.
El odio se ha formado escama a escama,
golpe a golpe, en el agua terrible del pantano,
con un hocico lleno de légamo y silencio.

 

pablo-Neruda_0.jpg

Nel giorno della nascita di Pablo Neruda, il Collettivo Antigone lo ricorda con la poesia
“I dittatori” contenuta nella raccolta “Canto General” del 1950.
Il poeta, suddividendo l’opera in 15 sezioni per un totale di 231 poesie, ripercorre la
storia dell’America Latina in un ripetuto contrasto tra Natura e violenza dell’Uomo,
dalla dominazione europea fino alla più recente influenza statunitense che, per mezzo
delle proprie ingerenze ha contribuito a frenare il processo di emancipazione
del Sudamerica.
La grandezza di un’opera si traduce nell’universalità del messaggio veicolato attraverso la musica delle parole.
Ho scelto questa poesia perché la sento vibrare, nel presente, per mezzo di ogni suo verso.

R-esistiamo.

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