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Notte di pazienza, il mare viaggia verso di noi,
all’alba l’orizzonte affonda nella tasca delle onde.
Nel mucchio nostro con le donne in mezzo
Un bambino muore in braccio alla madre.
Sia la migliore sorte, una fine da grembo,
lo calano alle onde, un canto a bassa voce.
Il mare avvolge in un rotolo di schiuma
La foglia caduta dall’albero degli uomini.
(Sola andata, Erri De Luca)

paloma

*Photo Copyright: Francesco Faraci
Mi chiamano invisibile, bambino sperduto, numero con un volto, minorenne
migrante, rifugiato. Hanno paura di me, della mia pelle, del mio odore, dei miei
capelli, ma non capiscono che sono partito per sfuggire alla povertà, alla fame,
all’oppressione, al terrorismo, alle violenze.
Che male c’è a sognare una vita fatta di giochi, di spensieratezza, di frigorifero
colmo di cibo e casa piena d’amore?
Ho dei sogni, voglio studiare e farmi una cultura, voglio lavorare senza essere
sfruttato, voglio realizzarmi nella vita adulta, ma oggi, solo per oggi, voglio essere
un BAMBINO.

Di Simona D’Alessi

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