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Si sente spesso parlare di un argomento attuale, quello delle migrazioni.
Ma in realtà chi è il migrante?
E beh… il migrante è qualcuno che emigra, spostandosi da un posto a un altro.
Di questo fenomeno sociale ci sono i pro e i contro.
Gli aspetti negativi sembrano prevalere al punto da sentire espressioni come “OGNUNO A CASA PROPRIA”.
Ma il vero problema sono i confini.
Perché se si cancellassero i confini non esisterebbero né nazioni né fenomeni migratori.
E il problema sarebbe così risolto.
Se siamo nati sullo stesso pianeta perché ad alcuni viene permesso di circolare liberamente ovunque desiderano e ad altri non viene concesso altrettanto?
Perché la terra sotto i nostri piedi appartiene più agli italiani piuttosto che agli australiani?
Nessuno ha meritato di essere di nazionalità canadese, inglese, ivoriana… Le persone sono solo nate in un posto del pianete e ciò rende uno filippino e un altro brasiliano.
Un immigrato che affronta mari e monti, arriva in Italia, fa di tutto per integrarsi, si reca negli uffici in attesa di avere un miserabile pezzo di carta che gli permetta di restare sul territorio e magari viene trattato male… Solo dopo dieci anni per legge avrà finalmente meritato di essere italiano.

vie crucis

*Photo Copyright: Francesco Malavolta

Ma voi italiani che cosa avete fatto per meritarvi la vostra cittadinanza?
Direte che sono stati i vostri nonni a liberare il paese, lottare per i valori della nazione…
Ricordatevi che le guerre mondiali hanno visto la partecipazione di tutti i continenti del mondo anche se causate dalla follia di pochi.
Inoltre senza gli americani i partigiani non ce l’avrebbero mai fatta!
Concretamente i confini non esistono, sono solo linee immaginarie che possono essere naturali o tracciate dall’uomo.
Quando si nasce oltre questa linea immaginaria si acquista una cittadinanza diversa.
Per le acque sono state trovate delle soluzioni e si parla di acque internazionali.
Gli alberi che sorgono in prossimità dei confini che alberi sono invece? E di chi sono?
Anche gli animali se ne fregano alla grande dei confini.
Gli animali e le piante non saranno delle persone, però l’animale più selvaggio è e sarà pur sempre l’uomo.
A che servono i confini in realtà?
Bisogna sapere che i confini sono stati creati in Europa nel 1648 con i trattati di pace di Vestfalia con lo scopo di porre fine ai conflitti internazionali ma ciò portò più disastro che pace.
I confini fisici in realtà servono a conservare le proprie ricchezze solo per se stessi perché spesso non si emigra per piacere ma per povertà, fame, genocidi, guerre, persecuzione, ricerca di lavoro…
Fin quando da qualche parte del nostro pianeta qualcuno avrà sogni spezzati proverà sempre a mirare altri orizzonti .
Il tema dell’immigrazione ebbe inizio in tempi molto lontani da noi.
L’uomo arcaico è natonella Rift Valley circa 200 milioni di anni fa, si è poi spostato nell’Africa settentrionale e altri sono andati verso l’Europa fino ad arrivare nelle Americhe. Sono stati loro i veri campioni olimpici perché per camminare dall’Africa fino in Perù e in Messico dovevano essere determinati, assetati dalla voglia vivere con dignità.

In conclusione siamo tutti “dei pezzi di merda di immigrati”, come spesso si sente dire.

di Yacob Fouiny

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