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Una madre lega alla sua piccola cassette di polistirolo per non farla inghiottire dal mare”
Tutto si ferma nella mia testa dopo queste parole di Francesco Malavolta. Resta solo quella foto e le mille domande che chiunque si pone dopo aver osservato un’immagine del genere. Una bambina piccolina, di circa sette anni, con i capelli castani e scompigliati dal vento, una magliettina e dei pantaloni.

Qual è la differenza tra lei e quella che ero io undici anni fa? Perché per andare a mare io avevo i braccioli e lei invece delle vaschette di polistirolo?

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*Photo Copyright: Francesco Malavolta

Viviamo sulla stessa terra, entrambe abbiamo una madre che ci ama e che sicuramente sarebbe disposta a tutto pur di proteggerci. Lei, però, ha avuto la “sfortuna” di nascere in un paese diverso dal mio. Io alla sua età andavo a scuola, stavo con i miei amici, a mare andavo in estate per rilassarmi e divertirmi con i miei genitori. E lei invece? Probabilmente avrà visto il mare per la prima volta in quel momento e chissà se quando è salita sulla barca c’è stato qualcuno che le ha detto come si nuota. Io avevo tanta paura del mare da piccola, dopo un po’ sentivo il bisogno di aggrapparmi a mio papà per sentirmi al sicuro. Chissà se lei nonostante tutto non fosse più tranquilla di me: mia mamma mi portava al mare per passare una giornata d’estate, sua mamma l’aveva affidata al mare per garantirle una vita migliore. Il mare e quelle vaschette di polistirolo avrebbero dovuto accompagnarla verso una terra nuova, dove anche lei avrebbe potuto avere i miei stessi diritti. Dov’è ora quella bambina? Cosa pensa quando guarda il mare? Con chi è ora? Sua mamma che tanto si era preoccupata di prepararla al mare è andata con lei? Se lo ha fatto, chissà se anche lei si era preparata adeguatamente. Francesco continua a parlare, a mostrare altre foto eppure io continuo a pensare a quella bambina e a paragonarla a me. Chissà come si chiama e quante come lei partono con gli stessi poveri mezzi. Probabilmente mentre io sto qui, a scuola, seduta comodamente, nel caldo dei miei vestiti, un’altra bambina sta guardando il mare per la prima volta.

Martedì 7 marzo 2017 il Collettivo Antigone, rappresentato da Maria Grazia Patania e MB, insieme a Francesco Malavolta hanno incontrato gli alunni delle quinte classi del liceo Megara. L’idea nasce dalle parole di Francesco durante una presentazione di Antigone che mi disse “portateci a scuola”. Da quel giorno anche io ho capito che nel mio piccolo potevo e dovevo fare qualcosa. Così abbiamo iniziato con un piccolo “esperimento” nella mia classe, con un’ora di assemblea, e oggi abbiamo esteso la conferenza a tutte le classi del quinto anno. I ragazzi e le ragazze sono rimasti colpiti dalla conferenza. Alcuni sono rimasti sconvolti dalle immagini, dicendo che sono il modo migliore per raccontare una realtà a molti di noi ancora sconosciuti, altri invece non riescono a spiegarsi perché nel ventunesimo secolo ancora esistano muri tra esseri umani tutti uguali. Importanti queste riflessioni dei ragazzi, perché come ha detto oggi Francesco, noi siamo il presente e non il futuro.

di Aurora Di Grande

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