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Art 5 – Le leggi della natura e della ragione vietano tutte le azioni nocive alla società: tutto quello che non è vietato da queste leggi, sagge e divine, non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare quello che tali leggi non ordinano.

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Photo Copyright – Francesco Malavolta

… egli era un bidello; io ero una donna. Questo era il prato del collegio; il sentiero era quello. Su questo prato potevano passeggiare soltanto i professori e gli universitari; il mio posto era la ghiaia […] apparve un signore modesto, argentato, gentilissimo, il quale mentre mi scacciava rimpiangeva a voce bassa la deplorevole circostanza che le signore potessero visitare la biblioteca soltanto se accompagnate da un professore del collegio, oppure munite di una lettera di presentazione – Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé (Milano, Il Saggiatore, 1963)

Art 6 – La Legge deve essere l’espressione della volontà generale; tutte le Cittadine e Cittadini devono concorrere, personalmente o tramite loro rappresentanti, alla sua formazione; la legge deve essere eguale per tutti: tutte le Cittadine e tutti i Cittadini, essendo eguali ai suoi occhi, devono essere egualmente ammissibili ad ogni dignità, posto e impiego pubblico, secondo le proprie capacità; e senza altra distinzione che non sia quella delle loro virtù e dei loro talenti.

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Photo Copyright – Francesco Malavolta

C’è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri. È un paradosso criminale negare alla donna ogni attività pubblica, precluderle la carriera maschile, proclamare la sua incapacità in tutti i campi, e affidarle l’impresa più delicata e più grave: la formazione di un essere umano. Ci sono molte donne a cui i costumi, la tradizione negano ancora educazione, cultura, responsabilità, attività, che sono privilegio degli uomini e nelle cui braccia, ciò nonostante, si mettono senza scrupoli i figli, come prima le si consolava con delle bambole della loro inferiorità nei confronti dei maschi; si impedisce loro di vivere; in compenso, si permette loro di giocare con bambole di carne e d’ossa. Bisognerebbe che la donna fosse perfettamente felice o che fosse una santa per resistere alla tentazione di abusare dei suoi diritti. – Simone de Beauvoir, Il secondo sesso (Milano, Il Saggiatore, 1961)

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