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Janusz Korwin-Mikke, padre di tre figlie, è l’europarlamentare polacco di estrema destra che pochi giorni fa, in aula, ha dichiarato “E’ giusto che le donne guadagnino meno di me, perché sono più deboli, più piccole e meno intelligenti… Quindi devono guadagnare di meno, è così e basta”.

Rispondiamo all’europarlamentare con un testo redatto nel 1791 da Olympe de Gouges, drammatuga francese.

La Dichiarazione dei diritti della Donna e della Cittadina è una correzione della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino che rivendica l’uguaglianza mediante il riconoscimento per le donne del diritto di voto, di accedere alle cariche pubbliche, del diritto di proprietà, del diritto alla libertà professionale.
Redatta due anni dopo il 1789, la Dichiarazione di de Gouges critica la Rivoluzione di aver escluso le donne dai principi di libertà e uguaglianza per cui anch’esse si erano battute.
La Dichiarazione del 1791 venne presentata all’Assemblée Nationale per essere approvata, esigendo l’assimilazione legale, politica e sociale delle donne; il testo si compone di diciassette articoli preceduti da una breve introduzione e seguiti da una postfazione e da un’illuminata forma di contratto sociale tra l’Uomo e la Donna.

In questo articolo si fa riferimento alla traduzione dal testo originale francese a cura di Francesca Di Donato:

“Le madri, le figlie, le sorelle, rappresentanti della nazione, chiedono di costituirsi in assemblea nazionale. Considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti della donna, sono le sole cause delle disgrazie pubbliche e della corruzione dei governi, hanno deciso di esporre in una dichiarazione solenne i diritti naturali inalienabili e sacri della donna, affinché tale dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi loro senza posa i loro doveri, affinché gli atti del potere delle donne e quelli del potere degli uomini, potendo essere in ogni momento comparati con il fine di ogni istituzione politica, ne siano più rispettati, affinché i reclami delle cittadine, fondati ormai su principi semplici e incontestabili, si volgano sempre al mantenimento della costituzione, dei buoni costumi, e alla felicità di tutti.

Di conseguenza, il sesso superiore in bellezza come in coraggio, nelle sofferenze materne, riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere supremo, i seguenti Diritti della Donna e della Cittadina.”

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Photo Copyright Michelangelo Mignosa

Olympe de Gouges, nata Marie Gouze nel 1748, femminista e abolizionista, scrisse nel 1788 le Reflexions sur les hommes nègres nel quale si schiera contro la schiavitù e che le concede il permesso di essere ammessa alla “Società degli amici dei Neri”. Venne ghigliottinata nel 1793, anno in cui il sogno rivoluzionario si trasforma in spietata repressione verso ogni forma di dissidenza.

Nella postfazione, l’esortazione che l’autrice fa è quella di contrastare la forza fisica con la forza dell’intelletto, ma non solo: ben consapevole che la prima responsabilità sia dello Stato, l’autrice si aspetta che i legislatori, considerando le donne parte attiva della cittadinanza, si spendano nell’educazione di tutti a vantaggio della salute della società tutta.
“Opponete coraggiosamente la forza della ragione alle vane pretese di superiorità; riunitevi sotto gli stendardi della filosofia; dispiegate tutta l’energia del vostro carattere, e vedrete presto questi orgogliosi, non servili, adoratori rampanti ai vostri piedi, ma fieri di dividere con voi i tesori dell’Essere Supremo. Qualunque siano le barriere che vi si oppongono, è in vostro potere di affrancarle; dovete solo volerlo. Passiamo ora al quadro spaventoso di ciò che siete state nella società; e dato che si tratta, in questo momento, di una educazione nazionale, vediamo se i nostri saggi Legislatori penseranno in modo sano sull’educazione delle donne.”

A chiosa dei diciassette articoli, il contratto sociale tra l’Uomo e la Donna: un documento dal quale traspare lo spirito indipendente e coraggioso di una delle figure più significative del Settecento. Si tratta un vero contratto stipulato tra le due parti che, riconoscendosi uguali, decidono di condividere i propri beni.

“Considero questi due poteri come l’uomo e la donna, che devono essere uniti, ma uguali in forza e in virtù, per bene amministrare.”

 

Obiettivo della programmazione del Collettivo Antigone in occasione dei giorni della donna è quello di tornare sulle parole della Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina alla luce della condizione odierna in cui vivono le donne che, per natura, rispondono alle ingiustizie come Antigone: l’eroina sempre moderna che difende la vita poiché in grado di comprendere la nascita.

 Comprendere: contenere in sé, abbracciare, racchiudere

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