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Augusta, 2 Marzo 2017

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*Photo Copyright: Michelangelo Mignosa

Ci sono luoghi bistrattati e spesso dimenticati, luoghi che sembrano essere colpiti da un sortilegio che li condanna a rimanere nel buio. Ma su quei luoghi quando arriva la luce, brilla più forte.

Il 2 Marzo ad Augusta presso il wine bar Lebowski sono entrati 13 raggi di luce. 13 Figli della Fortuna si sono ritrovati in un luogo ospitale per partecipare ad un incontro col Collettivo Antigone. 12 di questi Figli della Fortuna sono minori non accompagnati ospiti di una casa famiglia dove ogni giorno -un gesto dopo l’altro- cercano di costruire la loro nuova vita e di ricucire le speranze stralciate da un mondo crudele che ha dimenticato la bellezza dei sogni.

Ma è proprio da un sogno che nasce il progetto del Collettivo Antigone: un sogno condiviso di Amore e Fratellanza universale. Un sogno di ribellione e resistenza con le sole armi che conosciamo: parole e cultura.

Augusta da anni è in prima linea nell’accoglienza di chi arriva dopo un viaggio infernale che nessuna parola umana riuscirà mai a descrivere fino in fondo. Il porto di Augusta è stato per molti il luogo della rinascita, la banchina della salvezza e sotto il suo cielo in tanti hanno sognato una nuova vita finalmente al riparo dalla violenza.

Eppure, la dialettica negativa con cui troppo spesso si parla di Augusta e del relativo fenomeno migratorio offuscano il bene che questa città ha saputo donare alle creature giunte dal mare. Parlando di numeri, statistiche e medie giornaliere smarriamo nella massa il volto e la storia di ognuno di questi sopravvissuti.

Ma il 2 Marzo per qualche ora siamo stati tutti veramente Figli della stessa Madre Terra. Ho raccontato la genesi del progetto, la voglia di non arrendermi all’esperienza più traumatica della mia vita e a quel dolore che esigeva delle risposte. Ho raccontato come è nata Antigone, sul mio divano rosso a Bonn dove vivevo all’epoca, e come senza il sostegno di chi ha creduto in questa idea non sarebbe mai divenuta realtà.

Michelangelo Mignosa, il secondo zio di Antigone in ordine di tempo, ha illustrato e spiegato come avviene un salvataggio tramite video e foto. Ma soprattutto tramite la sua voce, la sua esperienza condivisa con chi era presente per ascoltare e riflettere. Un contributo prezioso per capire cosa vuol dire arrivare dal mare da migrante nelle mani di trafficanti senza scrupoli mentre in Europa si costruiscono muri per proteggere il nostro piccolo orto.

E infine MB che con le sue parole ha dato un senso speciale a questo evento. MB ha raccontato come ci siamo conosciuti, come vive ad Augusta, quali sono le sue speranze e i suoi sogni per il futuro. MB ha colto perfettamente lo sconfinato amore che provo per questo progetto e ha capito che serve sostenerlo, allargando la rete di persone che collaborano. E’ grazie a lui se il 2 Marzo ad Augusta 12 Figli della Fortuna per qualche ora hanno dimenticato il sapore amaro della solitudine, della paura e della lontananza da casa che è stato sostituito dal “succo d’arancia più buono della mia vita“.

Non dimentichiamo mai la forza rivoluzionaria della gentilezza.

Grazie a chiunque abbia partecipato,  a Rino che ha messo a disposizione il Lebowski per dare una casa alle nostre parole, a Radio MusMea che ci ha dato l’attrezzatura per poter raccontare questo progetto e ai Figli della Fortuna per essere arrivati nella nostra città che speriamo possa essere all’altezza dei loro sogni.

Maria Grazia Patania

 

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