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Quante volte assistiamo all’osservazione o alla mancata applicazione degli articoli della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino? Quanti di noi conoscono il testo del 1789 e quanti, conoscendolo, ne ignorano il contenuto per ignavia, egoismo, superficialità?

Possiamo accettare di calpestare questi diritti in nome della presunta superiorità delle leggi dell’uomo o dovremmo, forse, continuare a difenderli in nome della legge naturale che questo testo pone al centro del successo di una intera società?

Cos’è una società? L’etimologia della parola rimanda al termine latino socius (compagno): parliamo di società quando intendiamo un insieme di individui che interagiscono, si aggregano, collaborano, hanno un obiettivo comune.
Esiste la società umana, esiste la società animale. Non esiste una società occidentale, ne’ una società orientale, non esiste una società meridionale, nemmeno una società settentrionale. Esistono, questo sì, le civiltà e una civiltà altro non è che l’insieme degli aspetti culturali comuni di una collettività, durante un certo lasso di tempo. Inoltre, il relativismo culturale pone l’accento su un aspetto molto importante: non si può parlare di culture civilizzate e non civilizzate poiché i valori di una cultura possono essere giudicati solo nell’ambito di quella stessa cultura.
Le differenze culturali non possono essere identificate con le ideologie e queste ultime non possono essere messe in relazione con la fede: la religione è un insieme di credenze che nulla hanno a che fare con la determinazione della dignità delle persone all’interno della società in cui esse vivono.

Provocare, dal latino pro(avanti) e vocàre (chiamare): sfidare, stimolare.

Buona riflessione.

Art. 5 – La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

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Ph. Copyright Riccardo Pareggiani – Madrid: una manifestante impedisce il lancio di oggetti verso le forze dell’ordine durante la protesta “Rodea el Congreso” (2012)

Sto parlando del senso di onnipotenza che pervade l’inetto a cui viene concessa una qualsiasi forma di superiorità.
Penso alla trama di un film di Oliver Hirschbiegel, The Experiment (2001): durante un esperimento sociale, un gruppo di volontari viene separato tra guardie e carcerati. In poco tempo, l’autorità diventa un pretesto per dare sfogo alla crudeltà: le guardie diventano aguzzini e i carcerati vengono privati di ogni dignità e, sottomessi, subiscono torture fisiche e morali.
Questa pellicola è tratta dal romanzo di Mario Giordano, Black Box: l’autore si è ispirato ad eventi reali, avvenuti negli anni settanta a Stanford, durante un esperimento carcerario a cura dello psicologo P. G. Zimbardo, in cui vennero coinvolti ventiquattro studenti universitari.

La legge del manganello ha il dovere di vietare anche le azioni NON nocive alla società.
Tutto ciò che è tollerato dalla legge può essere impedito dal manganello, e chiunque può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.

 

Art. 6 – La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.

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Ph. Copyright Riccardo Pareggiani – Roma: manifestazione per i diritti dei lavoratori (2014)

Mario, non siamo soli, dietro di noi c’è il Grande Incognito, il Capo sconosciuto della massoneria. Stiamo calmi, e se facciamo il nostro dovere, coll’aiuto di chi può, ce la faremo.

La storia è quella di Un borghese piccolo piccolo in cui Cerami ci racconta quel paese parallelo in cui la “spintarella” si fa necessaria per accaparrarsi un posto al Ministero. Il protagonista, a cui Sordi darà un volto nell’omonimo film di Monicelli (1977), viene stritolato dalle spire di una piovra indomabile.

La legge è l’espressione della volontà del più forte. Nessun cittadino ha diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa non può essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti e impieghi pubblici secondo le loro conoscenze, e senza altra distinzione che quella delle loro parentele.

di Cristina Monasteri

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