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La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino approvata il 26/8/1789 dall’Assemblea Nazionale francese è una delle più importanti affermazioni delle libertà fondamentali e sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La Dichiarazione contiene anche altri principi fondamentali dei moderni sistemi politici, politici, liberali e democratici fra cui la divisione dei poteri e la sovranità della nazione.

La Dichiarazione non contiene ancora il principio esplicito della sovranità popolare, ma lo si intuisce implicitamente. E’, infatti, a partire da questa dichiarazione che si svilupperanno le dottrine politico-giuridiche e le lotte per l’ampliamento della cittadinanza, da quella giuridica a quella politica).

Nel preambolo, che richiama la teoria del diritto naturale, e nei seguenti 17 articoli di cui si compone, la dichiarazione precisa quali sono i diritti dell’uomo e della nazione. Tutto il testo è pervaso da uno spirito universalistico che supera il carattere ristretto delle libertà inglesi proclamate nel XVII secolo dopo la Gloriosa Rivoluzione del 1689.

Nella fattispecie, nella dichiarazione si afferma che gli uomini nascono e vivono liberi ed uguali nei diritti (art. 1), mentre all’art. 2si afferma che i diritti dell’uomo precedono ogni stato e ogni società. Si tratta infatti di diritti “naturali ed imprescrittibili” la cui conservazione è il fine ultimo d ogni associazione politica.

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*Photo Copyright: Francesco Malavolta

L’interrogativo che oggi si pone a ogni essere umano e a ogni governo è il seguente: possiamo ancora considerare i principi proclamati negli aticoli della dichiarazione -successivamente accolti nelle costituzioni di tutti i paesi democratici oltre che dall’ONU- la stella polare che guida scelte e comportamenti di tutti i popoli e le nazioni?

Come si combina la sfera del diritto naturale e positivo con la realtà disumana che abbiamo sotto i nostri occhi? Come possiamo credere all’uguaglianza proclamata nero su bianco quando lasciamo morire le persone in mare, le affamiamo e le abbandoniamo in nome delle frontiere e presunte sicurezze a senso unico?

Come abbiamo potuto dimenticare conquiste così cruciali?

Nei prossimi giorni porteremo esempi e fatti concreti che, a nostro avviso, contraddicono e addirittura vanificano le garanzie contemplate nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. L’obiettivo, ancora una volta, è riflettere, ragionare, meditare. Ed infine agire per arginare questa inaccetabile perdita di diritti.

Collettivo Antigone

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