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Viviamo in un’epoca nella quale consideriamo i diritti umani una delle basi della nostra società. Siamo consapevoli che senza essi non ci distingueremmo dalle bestie, eppure, neanche ottant’anni fa più di sei milioni di ebrei, omosessuali, zingari, testimoni di Geova furono deportati in luoghi dove gli umani si dimenticavano di essere tali, perché vietata loro ogni forma, anche se minima, di umanità; quei campi saranno ricordati dalla storia come la fine della vita e della libertà.

La cosa che più mi ha lasciata basita sono state le motivazioni che hanno spinto l’uomo a provare così tanto odio verso sé stesso. I nazisti si consideravano superiori semplicemente perché di “razza ariana”. Ora come ora il nostro concetto di “superiorità” dipende principalmente dal livello culturale ed economico di un soggetto rispetto ad un altro. Sicuramente però questa consapevolezza non ci autorizza comportamenti razzisti, omofobi o xenofobi essendo proprio quest’ultimi, invece, a definire il basso livello umano di un soggetto.

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*Photo Copyright: Michelangelo Mignosa

La cosa più mostruosa di tutta la faccenda però è che qualcuno abbia seriamente pensato di avere il potere, di decidere del destino di milioni di persone attribuendosi il diritto di annientare milioni di vite, se ci penso mi vengono i brividi, sembra inverosimile il livello di follia che l’uomo è riuscito a raggiungere. Condannare a feroci agonie persone semplicemente diverse che hanno dovuto patire la fame, il freddo, l’umiliazione, la solitudine, persone che hanno perso la dignità solo perché non accettate da una società priva di un apertura mentale, sufficiente da capire che la diversità è un dono, e che è grazie ad essa che abbiamo la possibilità di conoscere persone diverse senza le quali questo mondo sarebbe asettico e privo della sua naturale bellezza.

Decidere di ricordare qualcosa di così doloroso e mostruoso per l’essere umano, tendente sempre ad oscurare i ricordi meno piacevoli con qualcosa che ci faccia stare bene, credo sia un grande sforzo e un ammirevole riconoscimento della dignità e del valore delle vite delle vittime di quel massacro.

Trovo altrettanto ammirevole lo sforzo da parte dei sopravvissuti nello scrivere e andare nelle scuole per raccontare le loro esperienze e rendere testimoni i giovani di ciò che è accaduto, in modo che il ricordo non possa mai affievolirsi.

“Solo quando a tutti gli uomini sarà concessa la dignità umana. Solo allora potrete dimenticarci”.

Testo di Elisabetta Evangelisti

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