Tag

, , , , , , , , , , , , ,

Nel film Babel un tragico incidente che coinvolge una coppia di americani in Marocco provoca una catena di eventi che investono quattro famiglie in diverse nazioni del mondo. Nelle sperdute sabbie del deserto marocchino echeggia lo sparo di un fucile: ne risulta una dinamica che mette in collegamento la lotta disperata per la sopravvivenza di una coppia di turisti americani con due ragazzini marocchini coinvolti involontariamente in un crimine, così come una governante che entra illegalmente in Messico con due bambini ad un’adolescente giapponese ribelle e sordomuta il cui padre è ricercato dalla polizia di Tokyo. Separati da culture in contrasto tra loro e da distanze sterminate, ognuno di questi quattro gruppi di perone diverse è comunque spinto verso un comune destino di isolamento e dolore. Nel giro di pochi giorni ognuno affronterà la spiacevole sensazione di essere profondamente sperduto – nel deserto, nel mondo e in se stesso – mentre viene spinto ad un grado estremo di confusione e paura ma anche a provare la forza dei legami e dell’amore ad un livello mai raggiunto prima.

Film Title: Babel

In questo film girato in tre continenti, incrociando cinque lingue diverse (giapponese, arabo, americano, spagnolo e linguaggio dei segni), il regista Iñárritu esplora con forte realismo la natura delle barriere che sembrano dividere il genere umano e nel far questo evoca l’antica idea di Babele, interrogandosi sulle sue implicazioni contemporanee: gli scambi di persona, le incomprensioni e le occasioni perduta per comunicare. Con la cacofonia di voci umane che emergevano dalla biblica Torre di Babele come fonte di ispirazione, Babel segue quattro storie che si svolgono in angoli diversi del pianeta ma che tuttavia sono profondamente legate. Tutto ciò che accade nel film nasce da un singolo, semplice atto: la decisione da parte di un turista giapponese di regalare ad un conoscente marocchino un fucile da caccia. Pur affrontando gli stessi temi legati al destino e ai legami toccati nei due film precedenti, Amores perros e 21 Grammi, il film segna tuttavia una svolta perché attraversa scenari emotivi, intellettuali e geografici molto più vasti.

babel-2

Nell’affrontare queste culture così particolari e differenti, uno degli obiettivi principali del regista era evitare di utilizzare il solito punto di vista esterno, che avrebbe potuto diminuire il rapporto di intimità del pubblico con i personaggi di queste differenti culture. Iñárritu ha seguito quello che definisce un processo di osservazione e assorbimento, trascorrendo cioè del tempo in ogni nazione in cui ha girato e osservando con attenzione le usanze quotidiane degli abitanti locali. Ha utilizzato anche molti attori non professionisti che potevano fornirgli non solo un forte naturalismo ma anche una conoscenza unica delle sottigliezze culturali locali. Nonostante il fatto che molti attori non avessero mai visto una macchina da presa in vita loro, Iñárritu era convinto che sarebbero riusciti a mostrare delle reazioni specifiche (a livello personale e culturale) di fronte alle situazioni drammatiche descritte nel film. Per il regista, questo era uno dei punti cruciali nella realizzazione di Babel: rappresentare onestamente ciascuno degli ambienti culturali della storia e nello stesso tempo mettere in luce questa umanità assolutamente comune, che è al centro di ogni racconto, in maniera semplice. Al centro di Babel c’è una questione fondamentale nella condizione contemporanea: la comunicazione. Il film affronta una condizione inquietante: nonostante nel mondo in cui viviamo l’incessante processo tecnologico renda sorprendentemente facile comunicare, le persone si sentono ancora molto isolate e divisa l’una dall’altra. Da qui l’ispirazione biblica del titolo. Nel racconto della Genesi un’umanità unita tenta di costruire una torre altissima che arrivi fino al Paradiso. Quando gli esseri umani iniziano ad avvicinarsi, Dio fa sentire la sua ira per questo atto di superbia e impedisce che la costruzione della torre venga portata a termine. Quando scoprono di non essere più in grado di capirsi, gli esseri umani abbandonano il progetto della torre e si disperdono sul pianeta. Per secoli, la storia della Torre di Babele è servita a spiegare come l’umanità sia divisa in tante culture e lingue diverse ma per Iñárritu ha avuto l’effetto di ricordare come gli esseri umani siano rimasti dolorosamente divisi da barriere superficiali e incomprensioni frustranti. Dice infatti il regista: “volevo catturare l’intero concetto delle comunicazioni umane, le sue ambizioni, la sua bellezza e i suoi problemi con un’unica parola. Ho valutato tanti titoli diversi ma quando ho pensato alla Genesi, questa assumeva un significato molto importante come metafora del film. Ognuno di noi ha un linguaggio personale diverso, ma sono convinto che tutti condividiamo la stessa spiritualità.” Proprio questa spiritualità e il senso comune di umanità è quello di cui non dovremmo mai dimenticarci.

babel-3

È vero che Babel è un titolo d’ascendenza biblica ma con uno sfondo teorico che è rappresentato dalla teoria del caos inaugurata dal fisico Edward Lorenz al convegno annuale dell’American Association for the Advancement of Science a Washington il 29 dicembre 1979 con il famoso articolo “Predittibilità: può un battito d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” Che diede il nome al cosiddetto Butterfly effect (Effetto farfalla). Nel film, infatti, più che il tempo è in gioco lo spazio: nell’epoca della globalizzazione, quanti gradi di separazione esistono fra vite frattali di individui appartenenti a luoghi lontani geograficamente e culturalmente? La risposta più immediata a livello umano sarebbe da ricercare in un abbandono delle barriere, un senso di appartenenza che ci fa riconoscere come comunità (comunità umana) e la consapevolezza che sì, forse un battito d’ali in Brasile può causare un tornado in Texas. Per questo la nostra penna continua a scrivere…

Foto prese dal web.

Di Claudia La Ferla

Advertisements