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Il mio lavoro riguarda sempre l’umanità di oggi

Tutto è arte, tutto è politica

L’arte è sempre politica

Ho fatto delle ricerche, ho letto articoli su articoli, ho consultato internet, ho seguito con un certo interesse la trasformazione dello stesso Palazzo Strozzi in installazione cercando di comprendere, con notevole insuccesso e sconforto da parte mia, il motivo dell’ostracismo dell’opinione pubblica.

Non si può, infatti, visitare la mostra di Ai Weiwei senza sapere, senza conoscere, senza documentarsi. Perché le sue opere sono dei chiari, fermi, severi riferimenti all’attualità, ai drammi che colpiscono le popolazioni, ai regimi totalitari che violano i diritti umani; la sua arte è denuncia, è voce, è provocazione, è, per l’appunto, politica. In mostra alcune delle sue opere più significative. E, come già detto, lo stesso Palazzo Strozzi è divenuto parte della prima grande mostra italiana dedicata ad uno dei più grandi e contradittori artisti contemporanei.

camino

Si tratta di Reframe: 22 gommoni che fanno da cornice alle bifore del secondo piano della struttura nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica al dramma dell’incessante flusso migratorio attraverso il Mediterraneo, la rotta marittima più letale del mondo.

facciata

L’artista ha utilizzato i gommoni usati nelle traversate; pura e banale plastica dall’aspetto poco rassicurante, sulla quale si adagiano centinaia di esseri umani con il cuore ricolmo di speranze. Accedendo al primo piano del Palazzo ci si addentra nel percorso espositivo. Ed ecco un enorme, grigio, lungo serpente adagiato su una parete. E’ costituito dai 360 zaini grigi, cuciti tra loro: appartenevano ai bambini che persero la vita a scuola durante il terremoto del Sichuan, nel 2008.

snake

Ed è contro il silenzio ostinato del Governo Cinese, restìo a dare informazioni su tale immane tragedia che si alzò, prepotente e ostinata, la voce di denuncia di Ai Weiwei alla ricerca della verità. “In Cina, il rifiuto governativo di informare è una lunga storia, quindi per i cinesi è difficile sapere la verità, ora e sempre. Per questo è vitale resuscitare la verità”: è ciò si legge in Weiweismi, il libro Einaudi, curato da Larry Warsh, che raccoglie le sue testimonianze. Si possono ammirare alcuni dei suoi celebri ritratti, realizzati con i mattoncini Lego, dei più importanti dissidenti con un omaggio tutto italiano e fiorentino che vede rappresentati Dante Alighieri, Galileo Galilei, Giacomo Savanarola e Filippo Strozzi.

portraits

C’è spazio anche per i selfie, per le foto della serie Study of Perspective (Studio prospettico) 1995-2011, che l’artista ha realizzato in diverse città del mondo (la prima scattata emblematicamente a Piazza Tienanmen) e per molte videoinstallazioni che aiutano a conoscere e comprendere il pensiero che sta alla base di ogni sua opera.

selfie

Ai Weiwei. Libero – dal 23 Settembre 2016 al 22 Gennaio 2017.
Mostra organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi. A cura di: Arturo Galansino.

http://www.palazzostrozzi.org/mostre/aiweiwei/

*Scatti presi dalla pagina web dell’evento

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