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A 18 anni devi fare il servizio militare. All’epoca non avevo problemi perché avevo iniziato l’università e, finché studi, puoi posticipare purché tu vada bene. I problemi sono cominciati l’ultimo anno visto che dopo la laurea sarei stato obbligato ad arruolarmi. Prima della guerra questo voleva dire che dovevo passare due anni da qualche parte a far nulla, diventando un peso per la mia famiglia che avrebbe dovuto sostenermi economicamente. Per questo ho deciso di farmi bocciare di proposito ad alcuni esami in modo da procrastinare l’arruolamento.

Dopo la laurea ho tentato di eludere il servizio militare per ragioni mediche. Ho finto di avere un problema alla schiena e ho fatto degli esami. Il risultato è stato che, in effetti c’era veramente qualcosa che non andava ma ne ero felice nella speranza di essere esonerato. Purtroppo non era abbastanza grave. Allora avevo solo due opzioni: continuare a posticipare e studiare o andare in Arabia Saudita e lavorare lì. Decisi di rimanere a studiare perché non mi immaginavo di vivere in Arabia Saudita, circondato da potenziali estremisti.

Avevo un buon lavoro in Siria e contemporaneamente frequentavo un master. Era un bel periodo e tutto filò liscio fino al 2011, anno in cui la situazione iniziò a peggiorare. Improvvisamente cambiò tutto e, così, cambiarono anche i miei piani. La prima decisione fu di prolungare i miei studi il più possibile e migliorare l’inglese per avere maggiori opportunità di ottenere un visto e lavorare all’estero. Mi serviva solo qualcuno che garantisse per me e credevo che mio fratello lo avrebbe fatto.

Andava tutto bene, avevo passato l’esame del TOEFL e terminato il master con un buon voto ma poi, mio fratello che vive e lavora da anni in Australia si è rifiutato di aiutarmi dicendo che il suo sogno era morire in Siria. Gli risposi che sarebbe stato un sogno facile da realizzare. Ma non attraverso me.

Non potendo studiare per un dottorato in Siria perché molti professori avevano lasciato il paese, ero completamente demoralizzato e mi sono dovuto nascondere nel villaggio dove vivevo dato che l’esercito mi cercava: essere trovato sarebbe stata una condanna a morte.

Avevo chiesto di posticipare il servizio militare per motivi di viaggio, ho pagato e aspettato una risposta. Dopo tre mesi di ansia, nascosto, la mia richiesta era stata accettata.

Senza perdere tempo prezioso, ho fatto domanda per un visto come studente in Repubblica Ceca e, in prima battuta, sono stato accettato da una università. Ma la mia candidatura è stata respinta subito dopo perché sono siriano e avrei potuto chiedere asilo politico nel loro paese!!

Ormai disperato, non essendoci tempo da perdere, decisi di lasciare la Siria nella speranza di poter arrivare in Germania via mare ed eccomi qui.

Adesso il problema è mio fratello minore che terminerà gli studi universitari nei prossimi mesi e le possibilità di rimandare il servizio militare sono minime visto che ha già tentato tutto il possibile. Non riesco a immaginare mio fratello nell’esercito o nascosto come è successo a me. Fra l’altro non vorrei nemmeno che debba vivere quello che ho patito io nascosto nel villaggio o che debba provare il panico che ho vissuto alla vista di un check point mentre ero ricercato.

Non abbiamo chance con le frontiere chiuse e, a volte, mi sembra che per il fatto stesso di essere siriani non abbiamo il diritto di vivere!!

L’autore desidera rimanere anonimo

15-10-2

*foro presa dal Gruppo Volontari Protezione Civile di Augusta

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