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Un letto sul marciapiede: al Baobab a Roma i volontari si prendono cura dei rifugiati dopo la chiusura del campo ufficiale. Scatti dalla “strada buia”.

Come in passato molti rifugiati arrivano via mare e in tanti giungono a Roma durante il loro cammino verso nord. Secondo i volontari, 40.000 persone sono transitate l’anno scorso dal Baobab. A dicembre le autorità hanno chiuso il campo in via Cupa, la strada buia, ma i volontari lo hanno ricostruito di fronte all’ex edificio che li ospitava. Alla fine le persone erano ancora lì. “Non è una sistemazione dignitosa”, dice Francesca Del Giudice, una delle fondatrici del campo. Anche i residenti si lamentano del cattivo odore e del rumore.

Traduzione di Maria Grazia Patania

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Come Collettivo Antigone in questi ultimi mesi stiamo cercando di seguire più possibile gli avvenimenti al Baobab che per noi rimane un’ineguagliabile oasi di umanità e resistenza civile. Ne avevamo già parlato in occasione del BookClub tenutosi a Bonn e incentrato sul tema “viaggio” e con un resoconto della serata in cui migranti e cinema hanno fatto da protagonisti.

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