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Sono arrivata a Torino da un piccolo paese del barese, era il 1998. Qui ho iniziato il liceo e qui ho cominciato a muovermi per la città da sola, coi mezzi pubblici. A voi sembreranno amenità ma per me, quattordicenne nata e cresciuta in un paesotto del sud, questo significava vera emancipazione. Sfuggivo alle dinamiche che scattano, inevitabilmente, nei posti troppo piccoli dove tutti conoscono tutti e dove, si sa, la gente mormora. Girando per la città, soprattutto sui tram che collegavano casa nostra al centro città, iniziai a notare scritte ricorrenti sui muri senza però capire a cosa facessero riferimento.

Silvano Sole Baleno.

Sole Baleno e Silvano Liberi.

Sole e Baleno suicidati dallo Stato. Silvano libero.

Il sole in un Baleno.

Continuavo a non capire. Chiesi ai nuovi compagni di classe.
Erano squatter. Questo riuscii a scucire dai coetanei autoctoni.
Che diavolo è uno squatter?
Erano anarchici. Pensavo a Sacco e Vanzetti, capri espiatori di un’America cieca e ingiusta. Pensai a Pinelli volato da una finestra della questura di Milano, molti anni prima.
Presto la faccenda passò in secondo piano: la mia attenzione di ragazzina scemò e le difficoltà nell’integrazione in una nuova classe fecero calare il silenzio sulle mie domande finché, trovato anche per me un posto nel mondo, questi due nomi non tornarono a fare capolino dai muri scrostati di un centro sociale.

Avevo la sua stessa età, 24 anni, quando vidi Sole per la prima volta. Una fotografia in bianco e nero. Una ragazza coi capelli corti, il dito medio come fosse una bandiera mentre, ammanettata, viene portata fuori dall’obitorio dove ha appena dato l’ultimo saluto al suo Edo, Baleno.

Lupi grigi, li chiamarono. Lupi grigi, come gli estremisti turchi: nazionalisti, xenofobi, fascisti. Come i lupi grigi coinvolti dalla CIA nell’organizzazione Gladio con lo scopo di impedire ai partiti comunisti europei, tramite attentati e campagne diffamatorie, di conquistare democraticamente il potere in Europa a partire dal secondo dopo guerra. L’esistenza di tale organizzazione venne confermata da Andreotti solo nel 1990.

Lupi grigi, ecoterroristi così li ribattezzano i giornali complici di quello che, alla luce degli ultimi sviluppi sulle persecuzioni che vengono tutt’ora attuate nei confronti di chiunque si schieri contro i lavori del TAV in Valle di Susa, può essere definito un fenomeno inquisitorio senza precedenti.
È recente, infatti, la condanna a due mesi per una ricercatrice processata, insieme a una collega poi assolta, per concorso morale in violenza aggravata e occupazione di terreni perché nella sua tesi racconta i fatti osservati in Val di Susa nell’estate del 2013 in prima persona. Roberta Chiroli rea di aver scritto la sua tesi utilizzando un “noi partecipativo” che indica, se non la partecipazione materiale, almeno un contributo morale alla protesta. Per non parlare dell’affaire De Luca ben più noto e di cui ci siamo occupat* in passato.
Al 2013 risale anche la denuncia per violenza sessuale da parte del Coisp nei confronti dell’attivista NO TAV Nina De Chiffre che, durante una manifestazione, aveva baciato in segno di protesta il casco del poliziotto Salvatore Piccione.

Nel marzo 1998 Maurizio Laudi e Marcello Tatangelo, pubblici ministeri della Procura di Torino, fecero arrestare gli anarchici Edoardo Massari, Maria Soledad Rosas e Silvano Pelissero con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico. Secondo i PM avrebbero sabotato linee elettriche, telefoniche e trivelle in Val di Susa. I tre vengono accusati di fabbricare esplosivi e di essere in procinto di organizzare altri attentati contro i cantieri del TAV. Laudi parla di prove granitiche contro i tre imputati anche se, ad esempio, parrebbe che Sole non fosse nemmeno in Italia quando avvennero gli attacchi.

Edoardo Massari, 35 anni, viene trovato impiccato nella sua cella del carcere delle Vallette. È il 28 marzo 1998. Sono passate tre settimane dall’arresto.

Maria Soledad Rosas, 24 anni. L’11 luglio dello stesso anno viene trovata morta nella comunità in cui si trova in custodia cautelare.

Resta Silvano. Processato in primo, poi in secondo e in terzo grado: la Cassazione sancisce che i Lupi Grigi non esistono e che gli attacchi non possono essere considerati terroristici. La condanna per Pelissero viene ridotta da sei anni e dieci mesi a tre anni e dieci mesi poiché “le azioni contestate all’imputato, essendo rimaste circoscritte all’offesa di beni, di proprietà privata o di enti pubblici locali, situati soltanto in zona circoscritta e periferica del territorio dello Stato e non avendo, invece, colpito specifici organi, istituzioni, organismi di portata nazionale, la cui incolumità e normalità di funzionamento è necessaria per la sopravvivenza dell’ordinamento democratico italiano, si sono dimostrate inidonee a produrre l’evento del reato in questione, di guisa che detto comportamento associativo non può essere sussunto nell’illecito di cui all’art. 270 bis cp”. Sono passati quattro anni dalla morte di Sole e Baleno.

Soledad

Volevo raccontare solo una storia. Questa storia che non giudichiamo perché parla da sola e parla di stigmatizzazione, di poteri forti e violenza, di giovani e protesta; mi fa pensare ai tanti, troppi casi in cui delle persone contro un ordine costituito vengono spazzate via, eliminate fin nella loro identità. Penso a Carlo Giuliani colpevole anche di essere morto, secondo alcuni. Penso ai tanti giovanissimi bruciati da guerre fratricide, condannati per sempre e senza possibilità d’appello da un’opinione pubblica che, nella maggior parte dei casi, non tollera uno stravolgimento dell’ordine che rassicura, accompagna, indirizza, reprime. 

 Cristina Monasteri

*Antonio Machado, Campos de Castilla

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