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Ieri, 28 luglio, la Cancelliera Merkel ha tenuto una conferenza stampa in cui, alla luce degli ultimi tragici eventi che hanno colpito la Baviera, ha affrontato una serie di temi caldi fra cui sicurezza, politiche migratorie, diritto di asilo. La conferenza seguiva fra l’altro quella del CSU, partito di governo in Baviera e alleato del CDU cui appartiene la Merkel, e avrebbe dovuto tenersi come d’abitudine a fine agosto.

Nonostante l’attuale situazione, la Cancelliera tedesca è rimasta lucida, ribadendo il fondamentale impegno della Germania verso chi fugge da guerre e persecuzioni e che, nel rispetto fra l’altro dell’articolo 1[i] della Costituzione e della Convenzione di Ginevra sui rifugiati, merita di essere protetto. Ha fatto quello che una leader lungimirante deve fare: coltivare una visione d’insieme che rinunci a facili egoismi per intraprendere un percorso costruttivo. Probabilmente quasi tutti si auguravano il pugno duro, la chiusura all’Altro. In vista delle imminenti elezioni di settembre, sarebbe stato strategicamente preferibile cavalcare l’onda emotiva a danno dei richiedenti asilo. E invece, no. Proprio ora, proprio in questo difficile momento storico si deve rimanere uniti, lavorare insieme e non permettere alla paura di manipolarci. La Cancelliera reagisce in maniera opposta a Seehofer, il quale pur scegliendo quello che lo Spiegel definisce un approccio “Law-and-Order” paventa addirittura una modifica costituzionale per consentire l’uso dell’esercito a fianco della polizia in determinate situazioni. Cosa significhi una ipotesi simile per un cittadino tedesco, potete immaginarlo leggendo qualunque libro di storia.

Undici mesi fa, proprio in questa sala affermai che la Germania è un paese forte: Wir scaffen das. Ce la faremo. E abbiamo già fatto molto. Non ho mai detto che sarebbe stato facile, ma ribadisco quanto detto l’anno scorso. E sono sicura che ce la faremo a portare avanti questo compito storico, perché di questo si tratta.

Angela Merkel

ARCHIV  +++(c) dpa – Bildfunk+++

 Al di là di tutto, per me il cuore di questa conferenza stampa sta qui: nell’onestà di una Donna che rimane salda alla guida del suo paese in un momento storico cruciale, un momento in cui tutti siamo messi alla prova. Nella sua ammissione di fallimenti evidenti testimoniati dagli attentati recenti, non prevale la paura, ma la lungimiranza. E la pacata capacità di saper ancora distinguere fra giusto e sbagliato: Non siamo in guerra contro l’Islam, ma contro il terrorismo, anche quello di matrice islamica. Chi ha commesso gli attentati ha ridicolizzato il paese che lo ha accolto e non ha alcuna rilevanza la data di arrivo nel paese, se prima o dopo l’apertura delle frontiere del settembre 2015.

Ma di certo non bastano parole e rassicurazioni. Pertanto la Cancelliera Merkel ha anche presentato il suo piano per la sicurezza in 9 punti che comprendono: un miglior sistema di pre-allarme rispetto alla radicalizzazione; maggior impiego di personale e strumenti tecnici; creazione di un nuovo ufficio per monitorare internet; esercitazioni congiunte di polizia ed esercito; ricerche sul terrorismo e maggiore prevenzione; collegamento più rapido con le banche dati europee che contengono informazioni sui terroristi; approvazione rapida di una legge europea che regoli il mercato delle armi che non devono più poter essere acquistate online; maggiore cooperazione fra servizi segreti; rafforzamento del sistema di rimpatri con una maggiore cooperazione con Afghanistan e paesi del Nord Africa.

Insomma si apporteranno dei cambiamenti, i controlli aumenteranno ma la politica d’asilo non cambierà. “Comprendo le vostre paure, ma non c’è motivo per cedere al panico” e soprattutto occorre evitare che il panico si trasformi in odio.

Lo scenario rimane in costante evoluzione e al momento il prossimo appuntamento sarà nel weekend quando si ripronuncerà il CSU che attualmente ha sfidato la Merkel proprio sulla questione delle frontiere e delle politiche di asilo. Benché non condivida l’orientamento politico del CDU, sul tema rifugiati e ancora una volta oggi dopo queste dichiarazioni, la Cancelliera tedesca mi fa riscoprire il senso della politica, quella vera. Una politica scevra da speculazioni e sensazionalismi a beneficio delle telecamere e del proprio atrofizzato ego, ma consapevole delle enormi sfide storiche che dobbiamo affrontare.

di Maria Grazia Patania

[i] Articolo 1
(1) La dignità umana è inviolabile ed è compito dello stato preservarla e salvaguardarla
(2) Il popolo tedesco riconosce nei diritti umani inviolabili e inalienabili il fondamento della comunità umana, della pace e dell’uguaglianza nel mondo.   .
(3) I successivi diritti fondamentali vincolano la legislazione, il potere esecutivo e la giurisdizione in qualità di diritto immediatamente applicabile.
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