Tag

, , , , , , ,

In der Nacht
bin ich unterwegs.
Obwohl es regnet,
brennt mein Körper
und weder Regen noch Taifun
können in mir das Feuer erlöschen.

Unterwegs bin ich,
meine Füße tragen mich immer
den gleichen Weg
zum gleichen Ziel.
An deiner Tür bin ich
das Wetter ist eiskalt
die Kälte umschließt mich
an deinem Fenster warte ich,
denn dann erscheint die Sonne.

An deiner Tür bin ich,
denke, ob ich an der Tür klopfen soll,
aber ich habe Angst
Vielleicht mag sie nicht
die Gäste in der Nacht.
Vielleicht träumt sie jetzt
und ich störe sie.

Ich warte draußen in der Kälte
wenn es Morgen wird
und ich sie treffe
und wenn sie mich einmal küsst
vergesse ich den ganzen Schmerz
und plötzlich ist es Morgen.

Sie ist noch nicht gekommen
und ich warte seit vielen Tagen
aber sie kommt immer noch nicht
und ich bin immer noch da,
an deiner Tür warte ich.
Vielleicht Vielleicht
bin ich doch auf dem falschen Weg
am falschen Ort
nochmal bin ich unterwegs
ohne zu denken, laufe schnell
suche nach dir, nach meinem Heim
ohne dich bin ich
immer Unterwegs

[Youtube Video hier]

feb 16

*Photo Copyright: Francesco Malavolta

In cammino, Refaei Shikho

Di notte
sono in cammino.
Piove,
eppure arde il mio corpo
e né la pioggia né la tempesta
estinguono il fuoco dentro me.

Sono in cammino,
i miei piedi percorrono
sempre la stessa strada
verso lo stesso luogo.
Sono davanti la tua porta
Si gela
e il freddo mi assale
sono davanti la tua finestra,
perché poi spunterà il sole.

Sono davanti la tua porta
e mi chiedo se sia il caso di suonare.
Ma ho paura,
forse di notte
non ha voglia di ricevere ospiti.
Forse adesso sta sognando
e la disturbo.

Attendo fuori al freddo
quando sarà giorno
e la incontrerò
e lei mi bacerà,
dimenticherò tutto il dolore
e poi d’improvviso è giorno.

Non arriva,
la aspetto da giorni
ma non viene
e io sono sempre nello stesso posto
e aspetto davanti la tua porta.
Forse, forse
ho sbagliato strada
ho sbagliato posto
e di nuovo sono in cammino.
Non penso, corro veloce
cerco te, Patria mia,
senza te sono
sempre in cammino.


Io e Refaei ci siamo conosciuti al BookClub della Biblioteca Comunale di Bonn nella stessa occasione in cui conobbi Rami. Durante il primo incontro ad Aprile Refaei non solo ci raccontò un po’ della sua quotidianità ad Aleppo quando era all’università e andava a sostenere gli esami sotto le bombe, ma ci lesse anche questa poesia. Inizialmente gli chiesi di poterla tradurre per il compleanno di Antigone, ma poi mi è sembrato più appropriato dedicarla a chi, come lui, viaggia per necessità inaugurando così la nostra Settimana Internazionale del Rifugiato. Abbiamo anche scoperto di avere una canzone del cuore in comune: Bella Ciao di cui mi ha fatto conoscere la versione curda.

di Maria Grazia Patania

Advertisements