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Chère Maman,

Je vais te donner de mes nouvelles. Je suis parti sans te saluer et je suis arrivé en Italie, un monde tout à fait différent, un pays très différent du Mali. Mêmes les habitants sont drôles: ils sont blancs! Ma nouvelle vie marche assez bien, mais au début tout était difficile parce que je ne comprenais rien : la langue, la culture, rien! J’ai beaucoup appris et à présent tout marche mieux. J’ai connu des personnes qui m’aiment bien et m’aident à réaliser mon rêve : devenir un footballeur professionnel.
Après ma permanence au centre d’accueil j’ai joué dans une équipe pendant 2 championnats. Je suis aussi allé à l’école. Pendant une année je jouais au ballon matin et après-midi avant d’aller étudier le soir. J’ai terminé le collège, Maman, et j’aimerais bien aller encore à l’école.
Il y a beaucoup de personnes qui m’aident et qui m’aiment. Je lutte tous les jours pour réussir. Ma vie marche assez bien ici en Italie, mais mon Pays me manque, ma sœur me manque, mon frère me manque et vous, chers parents, me manquez…Notre vie ensemble avec nos habitudes quotidiennes me manquent.
J’imagine ta douleur parce que je ne suis pas à côté de toi, mais pour l’instant on ne peut pas y faire grand-chose. Mais je suis sûr qu’un jour je retournerai à la maison et nous nous embrasserons à nouveau.

écrit en italien par Doumbia

Traduit par Maria Grazia Patania

Révisé par Sylvie Pavoni

doumbia

*Photo Copyright: Francesco Malavolta


Cara Mamma,

Ti scrivo questa lettera per raccontarti qualche novità. Sono andato via di casa senza nemmeno salutarti e sono arrivato in Italia, un altro mondo, un’altra terra che è diversa dalla nostra. Anche gli abitanti sono diversi perché sono bianchi!
Mi trovo abbastanza bene in questa mia nuova vita, ma all’inizio ho avuto difficoltà perché non capivo la lingua, la cultura e tutto il resto. Mi sono dato da fare e ora capisco molto meglio. Ho anche avuto la fortuna di conoscere delle persone che mi vogliono bene e che mi aiutano, mi danno una mano a recuperare la strada perduta e raggiungere il mio sogno: diventare calciatore.

Dal centro di accoglienza sono stato portato a fare un provino e poi a giocare in una squadra per due stagioni. Mi ero anche iscritto a scuola e per un anno la mattina e il pomeriggio giocavo a pallone e la sera studiavo. Ho preso la licenza media e poi non sono più andato a scuola anche se spero di tornarci presto.

Sono tante le persone che mi aiutano e mi vogliono bene. Io lotto per andare avanti. Mi trovo abbastanza bene qui in Italia, ma la mia Terra mi manca, mia sorella mi manca, mio fratello e voi… voi genitori, mi mancate. Mi manca la vita a casa con le nostre abitudini.

Posso immaginare la tua sofferenza perché non sono con te, ma per il momento c’è poco da fare. Una cosa è sicura: un giorno tornerò da te e ci riabbracceremo.

di Doumbia


Questa lettera è stata scritta in Sicilia, insieme a mia madre. Doumbia ha smesso di andare a scuola avendo terminato la terza media, ma io non ho mai smesso di martellargli la testa con l’importanza dello studio. E quindi ora ogni giorno va a casa mia e fa le cose che facevo io quando andavo a scuola: dipinge il mondo con le parole. Quando gli ho parlato di questa programmazione, è stato lui a propormi una lettera a sua madre. Lui ce l’ha donata e ora dipende da noi farla volare lontano.

Grazie mille a Sylvie Padoni che ieri ha rivisto tempestivamente la mia traduzione rendendola molto migliore.

di Maria Grazia Patania

 

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