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Da Novembre abbiamo collaborato varie volte con Francesco, sperimentando quello che abbiamo denominato: effetto Malavolta. Si tratta di quel fenomeno per cui un blog quieto come il nostro si trasforma in un affollatissimo luogo in cui convergono lettori di tutto il mondo. Letteralmente. I nostri affezionati 25 manzoniani lettori si moltiplicano a dismisura e a fine giornata ci ritroviamo tutt* fra lo stordito, l’incredulo e l’esaltato brindando al fatto che il tempo impiegato a scrivere, correggere, riflettere, ritoccare, rivedere sia valso la pena.

L’effetto Malavolta ha fatto sì che uscissimo dall’anonimato più profondo e che le parole del nostro Yacob venissero lette e condivise moltissime volte dal momento che lui che è stato il primo “estraneo” a credere nel progetto del Collettivo Antigone. Quello che abbiamo tutt* avuto modo di apprezzare è la sua profonda umanità e il solido impegno con cui svolge il suo lavoro. Pertanto, sono mesi che tento di trovare la forma migliore per rendere omaggio al suo lavoro, al profumo del mare che emanano le sue foto, alla brezza che si impiglia fra i vestiti dei suoi viaggiatori per necessità e alla sua traboccante umanità. Sono mesi che col resto del Collettivo ci interroghiamo su come far conoscere Francesco persona, più che Francesco fotoreporter. E alla fine mi sono arresa al bisogno di affidare questo compito alla poesia e alla letteratura. Quindi segue una selezione di scatti di Francesco abbinati ad alcune poesie, ma non solo.

Se però aveste voglia di leggere una bellissima intervista, vi consiglio di andare qui. Se invece voleste ascoltarlo, andate qui. Durante questi mesi gli ho fatto centinaia di domande. Ne riporto solo una perché nella risposta credo sia racchiuso tutto.

Si torna mai indietro?” “No, si rimane sempre con loro. Il cuore almeno

Emily Dickinson

Da un’asse all’altra avanzavo
così lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.
Questo solo sapevo:un altro passo
poteva essere l’ultimo.
Ed avevo quell’andatura incerta
che chiamiamo esperienza.

feet

A Zacinto — Foscolo

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

grave

Se questo è un uomo — Primo Levi

Se questo e’ un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

chains

Nazim Hikmet — Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare

scrittura

Dio in fasce —  Federico Garcia Lorca

E così, Dio scomparso, che voglio averti.
Piccolo cembalo di farina per il neonato.
Brezza e materia unite nell’espressione esatta
per amor della carne che non sa il tuo nome.

E così, forma breve d’inefferabile rumore,
Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall’impura parola dell’uomo che suda.

kid

Le Mani della Madre — Rainer Maria Rilke

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.

bimba rosa

A tutte le Donne — Alda Merini

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

mum

Incipit di Cristo si è fermato a Eboli — Carlo Levi

Noi non siamo cristiani, – essi dicono, – Cristo si è fermato a Eboli. Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo […]

Noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma, e ancora meno che le bestie, i fruschi, i frusculicchi, che vivono la loro libera vita diabolica o angelica. […]

In questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli.

cross

Il mare è un antico idioma che non riesco a decifrare – Jorge Luis Borges

boats

Giuseppe Ungaretti

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

mani

Lorenzo Milani — L’obbedienza non è più una virtù

Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri miei stranieri.

bimba

Selezione foto e poesie di Maria Grazia Patania

Photo Copyright: Francesco Malavolta

 

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