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*We all believe that if you kill a human being in this life, it means you kill the entire world and this is also valid for people who are not Muslims or have no religion. I am a victim as anyone else. From my side, I just want to say we should all live in peace and harmony… Those people killing and fighting are not Muslims at all: they just want to bring confusion among religions. They only fight for revenge, most probably they are not even able to pray properly otherwise they would NEVER kill anyone. If you call yourself “Muslim”, then you also have to practise your religion following its rules* [original language]

[Sainey, 18 years old, Gambia. I received his thoughts and word through a friend who kindly mediated between Sainey and me. Thank you Stefano]

*Noi tutti crediamo che se si uccide una persona in questa vita si uccide il mondo intero e questa regola vale anche per i non musulmani e gli atei. Sono una vittima come chiunque altro. Da parte mia, voglio solo dire che dovremmo tutti vivere in pace ed armonia… Coloro che uccidono e combattono non sono affatto musulmani: vogliono solo generare confusione fra le religioni. Combattono solo spinti dal desiderio di vendetta, probabilmente non sanno neanche pregare correttamente altrimenti non ucciderebbero MAI nessuno. Se ti definisci “Musulmano”, allora devi anche praticare la tua religione e seguirne le regole* [translation]

[Sainey, 18 anni, Gambia. Le sue parole mi sono arrivate grazie a un amico che si è offerto di fare da intermediario col ragazzo. Grazie Stefano]


*In questo momento, l´unica cosa che voglio fare è pregare per tutti. Per Parigi e per tutti i posti dove ci sono le guerre. Possiamo solo stare in silenzio e sperare che succeda la pace* [original language]

[Prince, 18 anni, Ghana]

*Right now, all I want to do is pray for everybody. For Paris and for all those places troubled by wars. We can only stay silent and hope that peace will come* [translation]

[Prince, 18 years, Ghana]


 *If Quran says this then why are you people calling ISIS as Muslims?

Islam means Peace

Islam doesn’t mean terror

May Allah forgive those speaking against Islam* [original language]

[Don Sheriff, Ghana]

*Se questo è quello che dice il Corano, allora perché definite l´ISIS musulmano?

Islam vuol dire pace

Islam non significa terrore

Possa Allah perdonare coloro che parlano contro l´Islam* [translation]

[Don Sheriff, Ghana]

Shahd

Drawing by Shahd Abusalama


*Maria, ma che ti devo dire? Io non c´entro niente. Io sono scappato dai terroristi. Ho lasciato la mia mamma e la mia sorellina per non cadere nelle loro mani. Io non so niente della guerra, ma prego tutti i giorni per la Pace. Quello che so è che la mia famiglia vive nella capitale del Mali dove hanno fatto l´attentato e ho molta paura che possa succedere qualcosa di brutto mentre io sono così lontano. E poi ora lo so che diventerà tutto peggio anche per noi qui* [original language]

[Youba, 19 anni, Mali]

*Maria, what can I say? I have got nothing to do with this. I fled from the terrorists. I left my mum and my little sister not to fall into their hands. I know nothing about war but I pray for peace every day. What I do know is that my family lives in the capital city of Mali where there was the terrorist attack and I very much fear something bad may happen to them while I am so far away. Moreover, I know that things here won’t get any easier for us. * [translation]

[Youba, 19 years old, Mali]


*Non so da dove cominciare. Di fronte a un tale disastro, confesso che non ho parole. Si tratta di un immenso dolore che […] ha causato la perdita di 128 persone innocenti. Rattristato e sconvolto di fronte a questo mondo sempre più barbaro. Tuttavia, mi rifiuto di affrontare la loro codardia, di farmi prendere dalla psicosi, dalla paura. Amare la nostra libertà, essere forte, solidale. Se ci deve essere la guerra, come è intesa in questo momento, cerchiamo di essere soldati della libertà e della pace. Il mio cuore e il mio pensiero va alle vittime e ai loro parenti . Rimanete sempre più dignitosi e forti. Insieme per un mondo in pace* [original language]

[Yacob, 17 anni, Costa d´Avorio]


 *I do not know where to start. I have to confess that this tragedy left me speechless. A huge pain that […] killed 128 innocent people. I am overwhelmed with sadness and astonished by this increasingly violent world. Nevertheless, I refuse to react to their cowardice, to give in to panic and fear. Love our freedom, be strong and sympathetic. If we have to fight, as we are doing now, we must try and fight for freedom and peace. My heart and thoughts go to the victims and their relatives. Protect your dignity and stay strong. United for a peaceful world*[translation]

[Yacob, 17 years old, Ivory Coast]


 *Maria, ho sentito le notizie. Mi fa molto male il cuore, sai? Ma non voglio pensare a queste cose. Oggi sono andato a scuola, sono andato al corso per diventare barman cosi posso imparare molte cose, come dici tu. Quelli che uccidono non sono musulmani. Ma io non ci voglio pensare, sai? Il centro dove mi hanno messo ora e´ brutto e nel letto ci sono degli animali che di notte mi pungono* [original language]

[Moussa, 19 anni, Gambia]

*I have heard the news Maria. My heart really hurts, you know? But I don´t want to think about it. Today I went to school; I attended the barman course, I want to learn a lot just as you always say. Those who kill are not Muslims. But I don´t want to think about it, you know? The centre where I am living now is horrible and in my bed there are small black animals biting me at night* [translation]

[Moussa, 19 years old, Gambia]


 *I see our world driven into a collective hell brought about by the West’s iron-fist policies framed under the rubric of ‘democratic values’. As Hegel put it, “history teaches that history teaches us nothing.” I cannot wait to see how world leaders will react to the consequences of their decisions in regards to Syria, Iraq, Afghanistan and Libya when they, in a few decades, revisit these areas and analyse the effectiveness of their so-called ‘war against terror’ that history proved how it provided a fertile ground for radical groups to expand* [original language]

[Shahd Abusalama, Palestinian writer and blogger, she currently lives in London. We’ll get to know her better in a bit. All drawings belong to her]

*Osservo il nostro mondo mentre viene trascinato in un inferno collettivo determinato dalle politiche del pugno di ferro dell´Occidente in nome dei “valori democratici”. Citando Hegel, “la storia ci insegna che gli uomini ed i governi non hanno imparato nulla da essa”. Sono impaziente di vedere come i leader mondiali reagiranno alle conseguenze delle loro decisioni sulla Siria, Iraq, Afghanistan e Libia quando, fra qualche decina d´anni, torneranno in queste zone e verificheranno l´efficacia della loro cosiddetta “guerra al terrore” che la storia avrà dimostrato essere solo nutrimento essenziale per l’ascesa dei gruppi più radicali* [Translation]

[Shahd Abusalama, scrittrice e blogger palestinese trasferita a Londra che conosceremo meglio a breve. Tutti i disegni sono opera sua]

shahd 1

Ho deciso di raccogliere alcune delle tantissime esternazioni da parte dei miei amici ed amiche musulman* in occasione degli attacchi terroristici di Parigi. Sono rimasta colpita dalla loro estrema decisione nel ribadire che Islam e terrorismo non hanno nulla in comune. Tutti hanno voluto dire qualcosa e in alcuni casi sono stata io a chiedere ai più intimi di raccontarmi i propri sentimenti. Sono emersi dolore, compassione, solidarietà e Amore. Io, di contro, traboccavo di vergogna… [Maria Grazia Patania]

I decided to collect some of my Muslim friends’ reactions after the Paris terrorist attacks. I was impressed by their strength in highlighting, once again, that Islam and terror have nothing in common. They all wanted to say something and in some cases, I asked those who are closer to me to express their inner feelings. They spoke about pain, compassion, solidarity and Love. I, on the other hand, was overwhelmed with shame.

 

Traduzione e revisione a cura di Francesca Colantuoni

Testi originali raccolti da Maria Grazia Patania

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