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Felix Nussbaum è un artista tedesco nato nel 1904 e morto 40 anni dopo in seguito alla deportazione nel Lager di Auschwitz. Felix Nussbaum è descritto come un artista che si è formato da solo inizialmente salvo poi perfezionarsi durante tutto il corso della sua vita. Felix Nussbaum era a Roma perchè aveva vinto una borsa di studio della Berlin Accademy of the Arts quando Hitler si reco´ in visita agli studenti che soggiornavano nella citta´ eterna per spiegare come dovesse formarsi un vero artista ariano: esaltazione della razza pura, valore, vigore e forza. Felix Nussbaum realizzo´ allora che la sua esistenza da artista era al termine e forse anche la sua vita era in pericolo. Felix Nussbaum era ebreo.
Self Potrait with Jewish Identity CardI dieci anni successivi alla fine dei suoi sogni furono governati dalla paura e dallo sconforto, dalla fuga e dalla violenza. Non gli serve fuggire con la sua amata Felka Platek (pittrice anche lei e incontrata durante gli studi per poi divenire sua moglie durante l´esilio a Bruxelles), non gli serve ammonire i genitori di star lontani dal Terzo Reich: loro hanno nostalgia di casa e rientrano. Il momento in cui si salutano è l´ultimo insieme. Nel 1940 la furia nazista si abbatte sul Belgio e lui viene arrestato in qualita´ di “hostile alien German”, persona indesiderata, clandestino insomma. A quel punto viene spedito in un campo di lavoro in Francia e la cupa violenza di quei giorni si riflette totalmente nella sua pittura che diverra´ sempre più claustrofobica finchè non viene caricato su un treno con destinazione Germania. Riesce a scappare e rientra dalla sua amata vivendo i successivi quattro anni da fuggiasco e sostenuto soltanto dagli aiuti di amici e conoscenti dal momento che senza documenti gli era impossibile lavorare. Risalgono a questo periodo i suoi quadri più celebri: Autoritratto con documento di identita´ ebreo e Trionfo della morte. Nel luglio 1944 lui e la moglie vengono scoperti e spediti verso il loro fatale destino che arrivera´ un mese dopo in maniera anonima. I numeri XXVI/284 e XXVI/285 vengono sterminati.

La citta´ di Osnabrück –fierissima portatrice di una lunga tradizione di pace insieme alla “gemella” Münster- ospita un intero Museo a lui dedicato. Qui ho conosciuto la sua storia per la prima volta e ricordo di aver pianto davanti ai quadri tanto che un uomo che lavorava dentro il museo mi chiese se stavo bene. Aggiungendo “se mai potremo dire di star bene”. Abbiamo iniziato a parlare e mi sono resa conto di quanti Felici Alberidinoce perdiamo ogni giorno senza rendercene conto. Quanti geni, quanti artisti, quanti medici, quanti architetti, quanti musicisti, quanti filosofi, quanta umanita´ perdiamo nella nostra cieca e sorda indifferenza all´Olocausto del Mare. E quanta altra ne maltrattiamo con cacce all´uomo spregevoli (come quell´obrobrio chiamato Segnala il Clandestino che puzza di nazismo a centinaia di kilometri). Quanto genio perdiamo semplicemente per non avere il coraggio di ammettere che siamo tutti uomini e donne, figli di un unico seme che vuole reiterarsi nello spazio e nel tempo.

4452-felix_nussbaum_ledenpoppen_1943_olieverf_op_doek_100_x_82_cmIeri c´è stata l´ennesima tragedia in mare. Nemmeno li contiamo più i morti ma sappiamo che potremmo pavimentare il mare coi loro sogni. I numeri si confondono e niente ha più senso. Mille, dieci, cento, venti. Ognuno/a di loro con una storia che non sapremo mai, ognuno/a di loro con un talento che non ha migliorato il nostro mondo, ognuno/a di loro con il cuore spezzato di speranza. E i polmoni pieni di un mare che doveva salvarlo/a.

Nel 2015 non si puo´ morire di speranza nell´indifferenza di tutti. Fra l´altro non avremo nessuna scusa da raccontare alle generazioni future. Non potremo dire “Non sapevo niente”. Sapevamo tutto tutti, ma non ci interessava veder morire la gente davanti ai nostri occhi. Non abbiamo imparato niente. E tutti i Felici Alberidinoce continuano a perdere la loro linfa.

*Felice Alberodinoce è una sorta di traduzione letterale del nome dell´artista e la prima cosa che ho pensato entrando nel museo fu che questa fosse una felice coincidenza.

Questo post è nato ascoltando l´ennesimo resoconto di morte ma fermentava da moltissimo tempo. Questo post è dedicato a chiunque sia morto di speranza.

http://www2.osnabrueck.de/fnh/10508.asp

https://www.dhm.de/lemo/biografie/felix-nussbaum

di Maria Grazia Patania

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