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Thomson Reuters e Dubai Chamber, con il supporto del Dubai Islamic Economy Development Centre (DIEDC), hanno scelto Torino per una tavola rotonda sulla moda islamica e sugli investimenti nel settore, il quale sta attraversando un momento di forte crescita.

L’obiettivo dell’incontro che ha avuto luogo il 28 luglio scorso, era di far emergere, come da comunicato stampa, “opportunità di crescita nell’ambito della moda che le autorità di Dubai considerano un asset strategico” favorendo l’incontro fra esponenti di alto livello della moda italiana con operatori internazionali della moda islamica, imprenditori, produttori, organizzatori e rappresentanti delle istituzioni provenienti dai cinque continenti al fine di favorire uno scambio di strategie e conoscenze nei diversi paesi del mondo.

Le soluzioni, raccolte in un documento ufficiale che Thomson Reuters condividerà con la sua rete mondiale, avranno l’obiettivo di condividere e concretizzare le buone pratiche e le soluzioni organizzative più efficaci emerse durante l’incontro.

Nella sala dei matrimoni di Palazzo civico l’amministrazione comunale aveva allestito, previa regolare richiesta, uno spazio di preghiera per le persone di confessione musulmana.

Poi, sono arrivati i leghisti. I consiglieri comunali Ricca e Carbonero.

Fabrizio Ricca, classe 1985, diplomato e per cui non risultano occupazioni precedenti alla nomina di consigliere.

Roberto Carbonero, classe 1962, licenza media inferiore che sul sito del comune risulta essersi occupato, in passato, di “Impiegati di Aziende, Imprese, Enti Economici e Soggetti di Diritto Privato con Qualifiche Direttive”.

Non abbiamo niente contro la religione musulmana ma riteniamo che il Comune di Torino, essendo un luogo laico e istituzionale, non debba avere al suo interno luoghi di preghiera a prescindere dal tipo di religione“, dicono. Il consigliere comunale, in Italia, è un cittadino che viene eletto per rappresentare la comunità locale nel consiglio comunale, organo del Comune.

Il sociologo americano Talcott Parsons, volendo distinguere i differenti sottosistemi della società, definisce la “comunità societaria” come il principale di questi che ha l’unica e imprescindibile funzione di integrare e, aggiunge, i suoi membri hanno “obblighi di lealtà nei confronti della collettività societaria, sia per il complesso dei suoi membri, che per le varie categorie, diversificate per il loro status e ruolo, che si ritrovano all’interno della società”.

Non stiamo parlando di un luogo di culto, sia esso musulmano o cristiano, allestito in maniera permanente nelle sale del palazzo civico, bensì di un servizio (vogliamo chiamarlo così?) di accoglienza nei confronti di persone ospiti della città che, tra le altre cose, stanno dando a questa città l’opportunità di affacciarsi, in ambito internazionale, a un settore in espansione. La Costituzione italiana che probabilmente i due, degni esponenti del loro partito, non hanno letto attentamente, recita “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”.

Di tutta la faccenda, l’unica azione contraria al buon costume è stata l’irruzione del Ricca e del Carbonero, che si sono fatti immortalare in un video, all’interno della sala dei matrimoni di Palazzo civico con conseguente arrotolamento e rimozione del tappeto preposto alla preghiera.

L’azione, al sapore di ricino, è stata condannata dal Sindaco Piero Fassino come “una manifestazione d’ignoranza che nemmeno una strumentalizzazione pre-elettorale può giustificare“.

Un “atto offensivo” anche per “le decine di migliaia di torinesi di fede islamica che sono parte integrante della nostra comunità”.

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L’ex governatore del Piemonte Cota invece, ribatte: “Non si è mai visto che un luogo istituzionale diventi luogo di culto. Non si tratta di ospitalità ma di svendere identità“.

Il procuratore della Repubblica Armando Spataro ha incaricato la Digos di svolgere accertamenti per verificare l’eventuale rilevanza penale dell’accaduto. Mi auguro che il video girato e messo in circolazione dai due paladini sia utile alle autorità investigative.

Fortunatamente, l’imbarazzante teatrino non ha avuto ripercussioni sull’andamento dei lavori del summit. I fedeli hanno, comunque, potuto pregare in una sala differente da quella predisposta inizialmente. Sfortunatamente, ancora una volta, la forza e la prepotenza hanno vinto sul dialogo, sul confronto e sulla tolleranza. Per non parlare della pessima, inclassificabile, sguaiata e terrificante figura che l’Italia ha fatto ancora una volta, grazie alla Lega Nord. Il partito delle offese.

di Cristina Monasteri

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