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Il 20 Giugno 2015 si celebrava la Giornata Mondiale del Rifugiato.

Nel frattempo nel mondo reale: l´Ungheria annuncia la costruzione di un muro, la Francia manganella profughi inermi con cameratesca cooperazione dei manganelli nostrani (che quanto ad incisività non hanno nulla da invidiare), in Europa si forma un guscio duro lepenista-salviniano che starà tormentando i sonni eterni di Adenauer, in Danimarca balza l’estrema destra ai dis-onori delle cronache elettorali e nel mio paese la questione di come salvare vite perde ogni connotato umano e oscilla fra menefreghismo, rancore e inaccettabili accostamenti.

Questo incipit potrebbe essere perfetto per raccontare il crollo di ogni mio sogno europeo, il mio smarrimento politico, la mia incredulità. Ma non farò nulla di tutto questo.

Il tema sottostante quello dei rifugiati è la migrazione, il viaggio, la partenza. E il modo migliore per celebrare questa giornata è dedicarla alla mia patria di adozione: la Germania. Che -per inciso- spesso mi fa sentire molto più orgogliosa di quella natale. Oltre le differenze e le incomprensioni culturali, provo una grande ammirazione per certi aspetti del loro vivere. Il modo in cui meticolosamente coltivano la memoria storica a tutti i livelli, l’attenzione per l’Arte nelle sue manifestazioni e la dignità che offrono a chi viene qui. Non e´ il paese perfetto. E sono certa che si potrebbero trovare decine di smentite a questa immagine positiva. Ma sarebbero eccezioni ancora. Mentre da noi il degrado sembra essere la regola.

Ho deciso di tradurre il “manifesto” di un gruppo culturale chiamato Zentrum für politische Schönheit (lett. Centro per la Bellezza politica) che ci racconta una iniziativa audace quanto fuori dalle righe ed incisiva.

*PRESA DI POSIZIONE DEL CENTRO

Seppelliamo i morti “per protesta” (Tagesschau, Die Welt, Tagesspiegel). Come è possibile seppellire una persona “per protesta”? Ogni defunto merita una sepoltura degna.

Martedì -al di là di ogni pronostico- il Zentrum für politische Schönheit ha riesumato e riportato dalla sua famiglia il corpo di una madre, che nel suo viaggio verso l´Europa era annegata per colpa della nostra inerzia ed era stata seppellita dalle autorità come “ignota” secondo rito cristiano.

Venerdì abbiamo riesumato e seppellito dignitosamente e pubblicamente un migrante di sei anni annegato durante il viaggio infernale nel Mediterraneo il cui corpo era stato confiscato per 10 settimane (!) dalle autorità per estorcere ai suoi familiari una confessione sul viaggio e sui trafficanti.

Lo stupore europeo, che parte qui e ora dalla Germania, si propaga a macchia d´olio in tutto il mondo. Noi facciamo in modo di ridimensionare il senso di stupore e diventare attori della protesta. La sepoltura di esseri umani non puo´ e non sara´ mai una protesta. Ci sono accanite proteste contro i funerali dei migranti. “Cadaveri di profughi”, li definiscono alcuni mezzi di informazione ripugnanti e senza scrupoli. Per noi esistono solo salme di esseri umani. Noi, per i responsabili, siamo un esempio di come vanno trattate le vittime delle loro politiche di isolamento. Ci sono proteste. Molte. Anche invisibili. Cosi durante il cammino abbiamo smarrito imam, cimiteri, parroci. Non dimentichiamo che il più grande partito della Germania porta nel suo nome l’appellativo “cristiano” (CDU: Die Christlich Demokratische Union Deutschlands) ed è lo stesso che dimostra una meschinità misantropica e scellerata che nulla ha di cristiano e che è più vasta di quanto pensavamo fosse possibile. Tuttavia fino all´ultimo: La Bellezza salverà il mondo*

Qui il link del video promozionale della campagna Die Toten kommen

Il progetto porterà a termine dei funerali in vari luoghi della capitale tedesca. I luoghi esatti – solitamente centrali e legati alle sedi del potere- vengono comunicati con un massimo di 6 ore di anticipo.

Qui un articolo dello Spiegel dove viene mostrato il funerale della donna seppellita a Berlino e in cui l’Imam che celebra la funzione dice una frase chiave “Sie ist versunchen ins Meer, aber wir versinchen in Ungerechtigkeit” : lei è annegata nel mare, ma noi stiamo sprofondando nell’ingiustizia. Consiglio di vedere il video perché si noteranno anche le sedie VUOTE delle autorità più importanti dello stato tedesco -fra cui la Merkel- invitate ma non pervenute. Il giovane attivista cita poi la sindaca di Lampedusa e le sue continue richieste di aiuto. Adesso i berlinesi non potranno piu´ dire di non sapere.

Qui un articolo del NY Times

MariaGrazia Patania

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